Prima di essere definitivamente sterminata, la carovana fece sosta un’ultima notte nei pressi di una vecchia stazione meteorologica. Le scorte di cibo erano finite da giorni e l’acqua era agli sgoccioli. Il deserto era impietoso e gli avvoltoi si preparavano a far festa.
Dei dodici viandanti partiti un mese prima da Salvation, erano rimasti solo più in quattro: Susan, il signor Fosset, Bobby,… e Padre McAllister, ovviamente. Tutto faceva pensare che non sarebbero mai riusciti a raggiungere la città elettrica di cui il prete favoleggiava, instancabile. Posto che un luogo del genere esistesse davvero, della qual cosa i pellegrini ormai cominciavano a dubitare fortemente.
Approntata la tenda e allestito un piccolo fuocherello che avrebbero acceso al calar della notte, Bobby e il signor Fosset perlustrarono la stazione meteorologica, trovando solo sabbia e ombre. Susan agitò per l’ennesima volta le ghirbe, saggiandone il contenuto. L’acqua, pur razionata, sarebbe finita di lì a un paio di giorni. Stasera avrebbero dovuto accontentarsi di un sorso a testa, nella speranza di resistere a quel calvario. E di non morire per altri motivi, nel frattempo.
Padre McAllister era andato in ricognizione, come ogni sera. Si assentava per almeno un’ora, altre volte anche di più, e tornava quasi sempre con una parola di speranza. «Ormai manca poco», diceva. «Un ultimo sforzo di fede». Ma Susan non si fidava del prete. Non più, da quando la gente aveva cominciato a morire in circostanze misteriose. Si metteva in conto che un viaggio come quello, attraverso le canicole asfissianti di un deserto di polvere, chiedesse un tributo in vite umane. Un’insolazione, la sete, il morso di un serpente, erano tutte avversità che, dopo più di un mese di traversata del deserto, sarebbe stato strano non accadessero. Ma le morti degli altri otto membri della carovana non erano attribuibili a nessun incidente di percorso. Si trattava di omicidi e Susan, ormai, era certa di chi fosse il colpevole.
Padre McAllister li aveva guidati fuori da quell’inferno che era stato l’incendio di Salvation. Senza più una casa né una vita, il prete aveva raccontato loro di una città della leggenda, El Diablo, in cui si diceva esistesse ancora l’elettricità. Ne era venuto a conoscenza grazie a un missionario scampato a un attacco di Mutanti, anni prima, il quale diceva di provenire da un luogo in cui c’era luce anche di notte. Padre McAllister era sicuro che Salvation fosse perita nelle fiamme per far sì che loro, gli eletti del Signore, potessero unirsi alle schiere della folgore elettrica e rinascere nella luce. A detta sua, anche quello strazio di deserto faceva parte del piano divino, atto a purificarli in vista del loro trionfale ingresso nella città elettrica. E di purificazione, per il prete, i viaggiatori avevano assai bisogno.
Padre McAllister li rimproverava quasi ogni giorno per ogni piccolo peccato di cui si macchiavano, che fosse un’imprecazione o un piccolo furto. Jaden, una notte, era stato beccato a masturbarsi e il prete era andato su tutte le furie. Secondo lui, ogni peccato faceva sì che El Diablo si allontanasse di qualche chilometro all’orizzonte. Se non si fossero pentiti, minacciava, il loro destino sarebbe stato quello di vagare per sempre nel deserto, a un passo dalla terra promessa.
Poi, la gente aveva iniziato a morire. Il primo era stato proprio Jaden, soffocato nel sonno. Si era pensato a una fatalità, com’è naturale, e dopo averlo sepolto all’ombra di un cactus, erano ripartiti.
Qualche giorno dopo era morta Henrietta, i polsi squarciati con un pezzo di vetro. Henrietta se la faceva un po’ con tutti, ma forse si era molto affezionata a Jaden e non aveva retto alla sua morte. Avevano seppellito anche lei e si erano rimessi in marcia con il cuore pesante e la mente pervasa dalle profezie nefaste del prete.
Di lì a tre settimane, altri sei erano morti: chi precipitato in un burrone, chi avvelenato dopo aver ingerito un fiore di satana, chi scomparso nel nulla come se non fosse mai esistito. Tutti peccatori. Macchie sul cammino immacolato di Padre McAllister verso El Diablo.
«Dobbiamo farlo stanotte», disse Susan a bassa voce quando Bobby e il signor Fosset furono tornati dal giro di ricognizione della stazione meteorologica. «Se non ce ne sbarazziamo adesso, ci ucciderà tutti in nome di Dio e della sua maledetta città elettrica».
Bobby, accovacciato a terra, spostò nervosamente il peso del corpo da una natica all’altra, a disagio. Era un ragazzotto di vent’anni, pallido e grassottello, che non lo si sarebbe detto capace di fare del male a una mosca neanche sotto minaccia. Il signor Fosset, invece, se ne stette in piedi, imperturbabile e a braccia conserte, come sempre.
«C-come pensi di fare?», balbettò Bobby, la fronte sudata. Parlavano di uccidere il prete già da qualche giorno, ma la sua voce tradì che non si aspettava che il momento fatidico arrivasse così in fretta.
«Voi due lo distraete», rispose Susan, gli occhi decisi, «e io gli spacco la testa con un sasso». Sottolineò le sue parole picchiando un pugno nella mano aperta con un suono di schiocco. Bobby deglutì a stento. Il signor Fosset continuò a non muovere un muscolo.
«E se non è lui?», domandò Bobby con fare da cospiratore. «Insomma, non possiamo esserne sicuri, no? Magari Jaden è davvero morto soffocato da un ragno che gli è finito in bocca mentre dormiva».
Susan lo afferrò per una spalla e lo scosse in un moto di stizza. «Che cazzo dici?!», sbottò. «E’ chiaro che è stato lui. Ci reputa tutti dei peccatori e nella sua splendida, divina città elettrica non c’è posto per feccia come noi. Lo hai sentito, no?, quando ha detto che il deserto ci avrebbe purificati. Beh, il nostro prete gli sta dando una mano».
Bobby si massaggiò il braccio, gli occhi fissi a terra. «Non mi piace», mormorò. «N-non mi piace proprio per niente. Tu parli di omicidio!»
«Io parlo di sopravvivenza», ribatté lei, asciutta. «Da qualche giorno, McAllister mi ripete continuamente che non avrei dovuto risposarmi, dopo la morte di Edward. Che ho fatto dispiacere Dio, capisci?
«E a te, Bobby», continuò, «non dice forse che gli omosessuali vanno dritti filato all’inferno? Siamo sulla sua lista nera. Non ci lascerà mai sporcare El Diablo con la nostra sozzura. Dobbiamo farlo fuori e dobbiamo farlo subito. Non c’è altra soluzione, credimi».
«E lui?», esclamò Bobby puntando il dito contro la figura imponente del signor Fosset. «Quale peccato avrebbe commesso, lui?»
Il signor Fosset si strinse nelle spalle e proseguì nel suo ostinato silenzio. Susan allargò le braccia, esasperata, e le lasciò ricadere di scatto lungo i fianchi. «Lui non è davvero vivo», disse. «McAllister non lo considera neanche una persona. Potrebbe essere una ragione sufficiente per impedirgli di arrivare in paradiso».
Ai loro occhi, il signor Fosset non sembrò turbato da quelle parole. Guardava Susan come un vecchio entomologo osserva un esemplare di farfalla comune. Susan lo trovava inquietante, come tutti quelli della sua strana specie, ma non per questo gli augurava la morte.
«D-d’accordo, allora», si arrese Bobby, le spalle curve come sotto un grande peso. «Facciamolo. E che Dio ce la mandi buona».
«Dio non c’entra proprio niente, qui», rispose Susan, dura.
Quando Padre McAllister tornò al campo, era accigliato. «Riesco a vedere le luci di El Diablo», disse, «ma sono a molti giorni di cammino da qui. L’ultimo tratto di strada sarà difficile, ormai non abbiamo quasi più acqua, ma con l’aiuto del Signore saremo in grado di…»
Bobby lo interruppe, prendendolo in disparte. Il signor Fosset li seguì a breve distanza, senza dire nulla.
«Padre», disse Bobby, «ho bisogno di confessarmi. Ho fatto pensieri impuri». Il prete si voltò verso di lui, interessato, e diede le spalle a Susan. «Che tipo di pensieri?», chiese, «e nei confronti di chi?»
«Sul signor Fosset», rispose Bobby. «Mi vergogno molto, Padre, ma è più forte di me. Temo di non riuscire a sopravvivere a questa traversata e desidero solo un po’ di felicità, prima della fine».
Susan dovette ammettere che Bobby se la stava cavando bene, nonostante tutto. Si avvicinò di soppiatto, una grossa pietra nella mano destra, e quando fu a tiro del prete la calò con tutta la forza di cui disponeva. Padre McAllister si afflosciò a terra con un grugnito.
«Porco cazzo!», esclamò Susan, gli occhi dilatati dall’adrenalina. «L’ho ammazzato! Il figlio di puttana è morto, finalmente. Siamo liberi!»
Quasi saltellò verso Bobby, al colmo del sollievo e della felicità. Non si accorse subito della lama che le penetrò nelle viscere, né del sangue che iniziò a inzupparle la maglietta e i pantaloni. Me la sono fatta addosso dalla gioia?, pensò prima di rendersi conto di ciò che stava avvenendo. «Bobby», esalò in un filo di voce. Si aggrappò al ragazzo tentando di restare in piedi, ma i colori del mondo se ne stavano scivolando via e anche le sue ginocchia cedettero. Cadde al suolo come un sacco vuoto e si trovò a contemplare il cielo ormai quasi del tutto trapunto di stelle. Bobby la guardò dall’alto, il coltello insanguinato ancora stretto in pungo. Sorrideva, soddisfatto.
«Ti ho osservata per tutto questo tempo», disse. «Credevo fossi una brava persona, ma volevi uccidere un uomo di Dio. Mi hai deluso. Sei malvagia e non può esserci spazio per te, alla città di luce».
Con il suo ultimo respiro, Susan disse: «Li hai uccisi tu».
Bobby gonfiò il petto, compiaciuto. «Il Signore mi ha scelto per punire chi vive nel peccato», disse. «Quando ho appiccato fuoco a Salvation, pensavo che il mio lavoro fosse concluso, ma c’erano ancora delle anime nere di cui occuparmi. Adesso che la mia missione è finita, mi dirigerò a El Diablo e verrò nominato diacono della sacra elettricità. Verrò venerato come un messia e potrò…»
Il rumore dello sparo lacerò l’aria immobile della sera. Metà della testa di Bobby saltò in aria come un petardo e il resto del suo corpo restò in piedi per qualche istante, metabolizzando il fatto di essere effettivamente morto. Crollò nella polvere e lì ristette immobile come una marionetta a cui erano stati tagliati i fili che la muovevano.
Padre McAllister abbassò la pistola, un rivolo di sangue a macchiargli il collo. Su gambe malferme, si avvicinò al corpo di Bobby e lo rivoltò con un piede. «Ho sbagliato a fidarmi di te», disse. «Credevo fossi pronto a seguire il volere di Dio, ma eri solo un ambizioso e un vanaglorioso. Il Signore possa perdonarti, figliolo».
Il signor Fosset osservò la scena senza fiatare. Il prete si inginocchiò a fianco di Susan e le prese la mano, accompagnando la morte della donna con una sommessa preghiera di assoluzione. Poi si rialzò e parlò al robot. «Signor Fosset», disse, «i peccatori sono finiti e tu non hai interferito con il volere di Dio. Credo che questo ti valga una ricompensa. Vuoi venire a El Diablo con me?»
Il signor Fosset mosse un passo cigolante verso McAllister e annuì. I suoi servomeccanismi erano logori oltre il livello di guardia, ma sarebbero riusciti a farlo camminare per qualche giorno ancora. «Sia lode al Signore», disse il signor Fosset con fervore.
«Sempre sia lodato», rispose Padre McAllister con un sorriso e si preparò a seppellire i corpi delle sue ultime due pecorelle smarrite.



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