A volte può succedere, da qualche parte tra le infinite pieghe delle possibilità umane, che 1 sia uguale a 3. Può succedere, quindi, che uno scrittore non abbia ancora terminato la stesura del suo primo romanzo ma stia già pianificando i prossimi. E che questi prossimi romanzi vadano a comporre un ciclo. E che questo ciclo faccia parte di una saga, composta da 3 cicli inframmezzati da 3 romanzi autoconclusivi. E che il suddetto scrittore tema, naturalmente, di non vivere a sufficienza per portare a termine un compito così improbo. E che tutto questo, in definitiva, induca i futuri lettori a domandarsi: «Ma a questo punto, vale davvero la pena seguire siffatta impresa?», al che dovrei rispondere che, no, non ne vale la pena, visto che potrei soccombere prima di apporre la parola “fine” a tutto quanto e lasciarvi con un palmo di becco come il peggiore degli stronzi. Ma che figura ci farei?

Allora vi dirò che ogni ciclo e ogni romanzo autoconclusivo potrà essere letto senza conoscere gli altri “capitoli” della saga. Vi dirò che, sì, ci saranno collegamenti tra i vari romanzi, ma che non andranno a inficiare la lettura del neofita, mentre saranno chicche gustose per l’appassionato. E vi dirò che il fattore tempo è pressante, per me, al punto che tenterò di pubblicare un romanzo all’anno, sperando di riuscire ad arrivare alla fine insieme a voi. E posso promettervi che ce la metterò davvero tutta, sperando che questa promessa vi basti.

Nel caso però non sia così (non vi preoccupate, non sono sicuro che questa promessa basti nemmeno a me!), mi sento in dovere di redigere una sorta di “piano dell’opera” più o meno nel dettaglio, in modo da rendervi partecipi delle tappe del nostro viaggio senza rovinarvi il piacere della scoperta. Pronti a partire? Allora, andiamo.


Prologo di una lucida follia

Questa saga letteraria non è nata così, di punto in bianco. E’ maturata invece nel corso di molti anni, accumulando storie che non sapevo bene come raccontare. Stipate nel famoso “cassetto” che è in dotazione a ogni narratore, mi sono sempre sembrate storie slegate l’una dall’altra, sia per tono che per tematiche. E avrei potuto continuare a pensarlo, non fosse che, a un certo punto, alcuni dei personaggi di queste storie hanno iniziato a parlare tra loro. Come quel gruppetto di bambini fighi che, alle medie, ti escludono perché sei un povero sfigato, e allora te ne stai in disparte, cercando di guardarli di nascosto senza che si accorgano del tuo bisogno viscerale di contare qualcosa, ma sai che parlano di te, e ridono di te, e tu sei impotente e la tua impotenza non fa che accrescere l’impressione che tu sia davvero un povero sfigato. Ecco, nella mia testa, a un certo punto, un detective privato e un cowboy a cavallo di un grizzly hanno cominciato a parlare di me, indicandomi e ridacchiando. Lo hanno fatto per un bel po’ di tempo, senza che io capissi che diavolo stessero dicendosi. E poi, a quei due, si sono uniti dei pirati spaziali e giù, di nuovo tutti a ridere. E allora ho capito. Si conoscevano già tutti, non erano entità separate come credevo, e ridevano perché ero l’unico a non essersene ancora accorto. Tutto è diventato chiaro: dovevo scrivere di loro come fossero un’unica, grande storia.

E improvvisamente, mi sono fatto amici i bambini fighi, diventando membro del loro strano club. Ho presentato loro altri personaggi, altre storie, e ho messo su una comitiva che più che un gruppo di personaggi e di idee sembrava un circo. Uno di quelli in cui ci sono gli elefanti che parlano e i clown di vetro, robe di questo livello, capite? E in cui tutti gli attori in gioco sono in qualche modo collegati, come echi che riverberano lungo gli anni e gli spazi di un racconto che copre almeno due secoli. Accomunati da un destino che assomiglia a una staffetta cosmica, o a una collana di storie attorno al fuoco.


In questa saga confluiranno tutte le idee narrative che mi siano mai venute in mente. Alcune le ho già sviluppate in altre forme (film, musica e fumetti), mentre la maggior parte sono inedite. Tutte insieme (per un totale di 16 romanzi) andranno a comporre la mia opera omnia, il mio Everest personale. Il world building messo in atto per questa impresa è titanico, perché racchiude e cerca di rendere coerenti tutti i world building individuali dei vari romanzi. Ancora in corso d’opera, questo lavoro preliminare, pur nella sua complessità, risulta tuttavia più semplice del previsto. Tutte queste storie sono state un’unica storia fin dal principio, ricordate? A livello inconscio, il cruciverba era già completato, dovevo solo scriverlo in bella copia.

Ed ecco, quindi, il frutto di questo lavoro. Volutamente stringato e lacunoso, per non rovinarvi il palato prima di sederci effettivamente a tavola, ma spero invitante per farvi brontolare lo stomaco dalla fame.


(1-5) Un noir artificiale

Anche voi avreste quell’espressione se il cielo vi pisciasse continuamente in testa.

Samuel Hoffman è un investigatore privato che si aggira in una città tentacolare risolvendo casi di omicidio per conto della polizia distrettuale. Ben presto, però, incappa in un segreto più grande di lui, che coinvolge robot e intelligenze artificiali e che lo costringerà a scalare i vertici della città e distruggerne la “dittatura democratica”.

Ciclo di 5 romanzi. Fanno parte della narrazione, in maniera collaterale e non indispensabile, i Racconti della città.


(6) Uno spionaggio carcerario

Quando pensi miliardi di pensieri al secondo, avere tanto tempo è un casino.

Johnny Glitch è un detenuto robot nel carcere costruito all’interno di un verme gigante. In realtà agente segreto sotto copertura, Johnny deve scoprire il mandante di un imminente attentato subliminale e scoprirlo prima di essere digerito dai succhi gastrici. Quello che non sa è che il bersaglio della missione è una sua vecchia conoscenza.

Romanzo autoconclusivo.


(7-9) Un western virtuale

Quando un uomo col fucile incontra un uomo con un grizzly…

Ash Curtain e la fedele Callisto vagano in una terra nuclearizzata alla ricerca di un’isola che non c’è, un Paradiso digitale che pochissimi avrebbero il coraggio di violare dopo i disastrosi accadimenti di un secolo prima. A mettere loro i bastoni tra le ruote, l’enigmatico Monitor, che vuole accedere all’Aldilà solo per distruggerlo.

Ciclo di 3 romanzi. Fanno parte della narrazione, in maniera collaterale e non indispensabile, i Racconti della frontiera.


(10) Un giallo circense

Chi raccoglierà i cocci del clown di vetro? Io, no di certo!

Su un carrozzone spaziale diretto sul pianeta Qwerty ha luogo un misterioso omicidio. Gregory Lass, il clown della compagnia circense intergalattica, si fa carico di condurre le indagini, ben sapendo che il colpevole è uno dei dieci membri del circo e che il suo corpo di vetro lo renderà, più degli altri, un facile bersaglio dell’assassino.

Romanzo autoconclusivo.


(11-15) Una space opera piratesca

La giusta combriccola di bricconi con cui andare in ferie a spaccarsi di brutto.

La ciurma di Lee John, Ghost e Sparky solca i mari della Galassia a bordo dell’Insalata di Pollo. La missione: trovare traccia delle Ombre, esseri multidimensionali che hanno lasciato indietro un cucciolo di tenebra. Ma cospirazioni, piogge di asteroidi e la balena più incazzata della Storia mettono a dura prova una squadra già sgangherata di suo.

Ciclo di 5 romanzi. Fanno parte della narrazione, in maniera collaterale e non indispensabile, i Racconti dello spazio.


(16) Un thriller sotto zero

Chi sarà lo sbirro buono e chi il cattivo? Spoiler: sono entrambi dei pezzi di merda.

Una cittadina-condominio in Alaska è funestata dal ritrovamento di un cadavere senza volto, che però è anche assurdamente vivo e vegeto. Penny Gunsmoke, sceriffo della polizia locale, si affida a un agente dell’FBI per risolvere il caso, mentre dalla strana nebbia bianca che assedia la città iniziano a uscire mostri e altre creature impossibili.

Romanzo autoconclusivo.


Note finali

Come potevo resistere alla tentazione di fare una battuta del cavolo?

Come potete notare, non ho indicato i titoli di nessuno dei cicli e dei singoli romanzi. Molti sono già pronti e definiti; altri, invece, non li ho ancora chiari in mente. Come regola generale, quindi, ho deciso di ometterli tutti. Verranno svelati a tempo debito, con tutti gli squilli di tromba e i rulli di tamburo del caso.

I dettagli di un “piano dell’opera” come questo non possono essere incisi sulla pietra. Dato che, se tutto va bene, mi ci vorranno almeno 16 anni per scrivere l’intera saga, è fisiologico che alcuni elementi qui riportati potrebbero essere modificati in corso d’opera per meglio adattarsi al quadro generale che si delineerà nel futuro. Non prevedo, tuttavia, grosse modifiche. L’ossatura della saga è quella, a meno che non mi rimbambisca improvvisamente. Il che non è da escludersi.

Si evince, da queste brevi descrizioni narrative, che i cicli siano di ampio respiro geografico (una megalopoli, una nazione, una galassia) e che i singoli romanzi autoconclusivi, per contrappasso, siano ambientati in spazi piuttosto ristretti, quasi claustrofobici. E’ una precisa scelta di ispirazione musicale, con gli autoconclusivi a fare da contrappunto ai cicli, come in una sinfonia in prosa. E i cicli, dal canto loro, sono tutti composti da un numero dispari di romanzi, in modo da avere una simmetria interna che porti il romanzo centrale a fare da perno per l’intero ciclo (con un flashback decisivo o un colpo di scena drammatico). Tale simmetria è mantenuta anche nella successione e composizione dei cicli stessi (5-3-5 romanzi), con quello centrale più breve di quelli laterali, in uno schema in cui si intravede una misera e cruda verità: il rimbambimento di cui sopra è già in atto, gente!

L’ordine di pubblicazione seguirà quello in cui i vari cicli e romanzi sono stati qui presentati, ma voi li potrete leggere nell’ordine che più preferite. Ciononostante, l’ordine di pubblicazione permetterà meglio di cogliere tutti i riferimenti e dettagli disseminati nella macrotrama.

Ho speso praticamente tutta la mia vita (meno della metà in modo cosciente, a dire il vero) elaborando questo grande universo narrativo. E’ paradossale che ora, in questo momento, sia finito il prologo e mi accinga a metterlo finalmente nero su bianco, un mattoncino alla volta. Da questa parte, l’impresa sembra senza speranza, ma sono certo che da qualche parte tra le infinite pieghe delle possibilità umane, non solo 1 sia uguale a 3 (o a 16), ma io riesca a portare a termine questa avventura. Il primo passo è stato fatto. Sono finalmente per strada, alla fine. Vi va di accompagnarmi?


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